Ricordando il nostro carissimo Antonio

5 maggio 2009

“Io la mia parte la devo fare…”.
Talvolta l’avevamo sentito pronunciare queste parole e alludeva forse al fatto che lui, in qualità di fratello gemello di P. Agostino, frate francescano conventuale, doveva adempiere ai suoi doveri di cristiano in modo più assiduo. Ora che non c’è più, dobbiamo riconoscerlo, la sua parte l’ha fatta sino in fondo.
Antonio Masia, classe 1916, credente e praticante lo era sempre stato.
Prima come seminarista assieme al fratello, poi come aderente all’A.C. in quel primo gruppo di giovani altrimenti detto “della vecchia guardia” che dr. Fadda aveva formato nel primo dopo guerra e nel quale aveva maturato l’entusiasmo per la fede cristiana.
Fede cristiana che lo accompagnò per tutta la sua vita e per la quale si è contraddistinto nel ruolo del buon padre di famiglia e nella pratica del lavoro onesto e scrupoloso svolto prima come emigrato in Australia e poi al rientro in Sardegna e nel suo paese natale.
Pur nell’anzianità, con animo sereno e appassionato alle cose di Dio, ha preso parte alla ricostituzione della Confraternita della Santa Croce e, sino a che le condizioni di salute glielo hanno permesso, ha partecipato con rettitudine e devozione ai vari appuntamenti.
Se ne è andato in punta di piedi, da vero uomo di pace.
Risentiremo della sua mancanza e dei suoi saggi, pacati e paterni consigli.

I Confratelli

Conferenza sulle agevolazioni fiscali

2 marzo 2009

L’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Pozzomaggiore, ha programmato per il giorno 2 Marzo alle ore 16.30 in biblioteca un incontro rivolto a tutti coloro che sono interessati ad usufruire delle agevolazioni fiscali di ABBANOA, TELECOM, SOCIAL CARD, BONUS FAMIGLIA.
Esperti dei diversi patronati saranno disponibili a fornire le informazioni e a chiarire i dubbi sulle agevolazioni, individuando i limiti e le opportunità.
Inoltre è stato creato in comune un servizio “informa cittadino” che il Martedì e il Venerdì mattina sarà aperto a tutti coloro che vorranno compilare i moduli.
È un compito fondamentale per l’Amministrazione fornire informazioni utili per usufruire delle agevolazioni fiscali, indispensabili per molte famiglie e per gli anziani, ai quali l’azione amministrativa si rivolge in modo preferenziale.

Giorgia Pinna

Pozzomaggiore in mostra

2 marzo 2009

Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale di Pozzomaggiore ha aderito al Progetto di Educazione ambientale “Adotta un Albero” giunto alla 8° edizione e curato da Sechipe, con il patrocinio della Regione e del Comune di Sassari, che da sempre si adopera per la valorizzazione del territorio.
Sabato 28 Febbraio 2009, alle ore 17.30 presso la Galleria Auchan di Sassari si svolgerà l’inaugurazione della mostra fotografica sui siti naturalistici e storici dei Comuni aderenti al Progetto. Questa rappresenta un’occasione preziosa per promuovere e far conoscere il proprio Comune e ciò che esso produce.
Tutela ambientale, valorizzazione culturale e promozione del territorio rappresentano i principi guida che l’Amministrazione ha posto da sempre come linee programmatiche.
Libri, ricami, pane nuziale, ceramiche, prodotti alimentari, ecc.. saranno gli ingredienti della manifestazione.
Tale mostra potrà essere visitata sino al 9 Marzo.
Il giorno 11 Maggio a Pozzomaggiore si svolgerà sotto l’abile guida di Sechipe la “festa degli alberi” nella località Monte Rughe con la partecipazione sempre vivace della Scuola.

Tonino Cuccuru

Servizio Civile 2009

2 marzo 2009

È partito nel mese di Febbraio il Progetto “Insieme per crescere bene” che prevede l’impiego di quattro giovani presso il Comune di Pozzomaggiore.
I quattro volontari sono: Poddighe Francesca, Ruggiu Irene, Calaresu Roberto e Cuccuru Maria Pasqua.
Il progetto è stato curato dall’Assessorato ai Servizi Sociali e con grande soddisfazione è risultato il 1° nella graduatoria del Servizio Sociale Sardo.
Le attività previste sono rivolte al sociale per creare occasioni di crescita e di socializzazione in collaborazione con le diverse agenzie educative e sportive del territorio.
Il progetto avrà una durata annuale e i “giovani volontari” si adoperano in diversi ambiti: ludoteca/infanzia, Centro di aggregazione/adolescenti, Centro anziani.
Inoltre collaborano con il servizio comunale Informagiovani per fornire informazioni e guidare la compilazione sulle agevolazioni fiscali previste dalla legge.

Giorgia Pinna

Restauro nella Chiesa di San Giorgio

2 marzo 2009

Nel mese di gennaio hanno avuto inizio i lavori di restauro della Chiesa di San Giorgio e del sagrato.
L’importo stanziato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il paesaggio è di 224.000 euro.
I lavori prevedono una manutenzione ordinaria di tutto l’esterno: sistemazione tetto, pulitura e saldatura delle gronde di rame, rimozione delle fonti di umidità in alcune cappelle, tinteggiatura di tutte le pareti della Chiesa; inoltre il rifacimento totale del selciato davanti alla Chiesa.
Questi lavori sono affidati all’impresa Agorà Costruzioni di Cagliari.
Mentre i lavori di consolidamento e sostituzione di eventuali pietre in cattivo stato, sono affidati a Iacopini Fabrizio di Firenze.
Ci si augura che i lavori possano concludersi prima dell’estate.

La strada infinita

2 marzo 2009

E’ così che potremmo intitolare il romanzo riguardante la realizzazione o meglio la rettifica della strada che dalla ss131 porta alla costa di Bosa.
Una storia che ha inizio migliaia di anni or sono, quando gli antichi romani, veri artisti nel tracciare e realizzare le vie di comunicazione, lasciate le loro navi, per arrivare da Bosa ai nostri territori, attraversata la valle del Temo e superato il ponte Enas anch’esso ponte romano, giungevano a Padria l’antica Gurulis Vetus con sole due ore di cavallo.
E così, passando per la vecchia e collaudata via andò avanti per secoli… i nonni dei nostri nonni ricevevano le merci dal porto di Bosa e la frutta dalla fertile valle del Temo e di contro inviavano formaggio, grano e quant’altro ai velieri che portavano la cultura e i nostri meravigliosi prodotti in tutto il mediterraneo.
Lo stesso mio nonno, mi raccontava nonna Pinna morta alla veneranda età di 99 anni, aveva aperto una via commerciale con la Francia dove vendeva il formaggio ed importava tessuti ed altri beni… poi… all’improvviso qualche mente eccelsa, decise che la strada più breve non era quella dritta verso il mare di circa 14 km ma una strada tortuosa che va verso l’interno attraversa vallate impossibili per raggiungere l’abitato di Suni e finalmente dopo 30 km di curve arriva a Bosa.
“Va bene che tutte le strade portano a Roma – direbbe l’antico e saggio romano che tracciò l’antica strada – ma li mortacci… an’ vedi questi… son tutti matti”.
Da allora, fino all’ultimo episodio del 7 febbraio scorso sulla 131, è stato un susseguirsi di sogni, speranza, progetti di valorosi ingegneri, studi di fattibilità, conferenze di servizi, consigli comunali aperti, promesse dei tanti politici prima delle elezioni, accordi programmatici e veti provinciali, ricatti e beghe di partito.
E nel frattempo gli abitanti del territorio che fanno…? Tutti coloro che si ritengono interessati e si arrabattano tanto con infinite discussioni, nei bar, o in pizzeria, decretando a detta di tutti che quella strada è l’unica ancora di salvezza per l’economia del nostro territorio, che per noi e per i nostri figli è la vera soluzione allo spopolamento degli ormai poveri paesi dell’interno che si isolano sempre più…, bene, che fanno i diretti interessati oltre a discutere animatamente nelle case e nei bar… !!…
…Il 7 febbraio sulla 131 a chiedere una strada per la salvezza del territorio c’erano una decina di sindaci, il parroco di Cossoine e quello di Pozzomaggiore, da Bosa nessuno… a parte un consigliere provinciale già sindaco di Bosa, un paio di consiglieri della Provincia di Sassari e due dalla Regione, una manipolo di appassionati che credono nel progetto della nuova-vecchia strada. Si e no 100-150 persone contando carabinieri, servizi d’ordine e pro loco. E gli altri? Dov’erano? Dov’erano tutti quelli che per anni hanno discusso talvolta attestandosi il merito di aver fatto di tutto per la realizzazione dell’opera facendone il proprio vessillo elettorale, e che nonostante l’autobus gratuito che li avrebbero portati sul posto mancavano… forse è stato il freddo o la pioggia e la grandine di quel giorno a trattenerli davanti al focolare… e molto strano, comunque, che l’indomani, domenica, chi doveva andare a caccia è andato comunque, nonostante la neve, e gli stadi si sono riempiti ugualmente di appassionati nonostante il freddo…
Tutto questo mi fa credere che la passione per due ore di svago suscitino più interesse del futuro dei nostri figli e della nostra trascorsa economia…
Spero vivamente che la prossima volta sulla 131, che sarà prestissimo, saremo migliaia di persone. E quando poi andremo a Cagliati a chiedere quello che è soltanto un nostro diritto che altri paesi come Villanova hanno, giustamente, già ottenuto, spero, quel giorno, che gli autobus siano pieni di uomini e donne, bambini e anziani, non tristemente vuoti come il 7 febbraio scorso. Intanto… l’antico e saggio romano continua a guardarci sornione e a non capire cosa stiamo aspettando a tornare sulla sua vecchia strada…

Mariano Cazzari
Assessore comunale al Turismo e alla Programmazione

Dalla semplice ora di catechismo a una esperienza comunitaria in Oratorio

2 marzo 2009

Esaminando il quadro della situazione dei nostri ragazzi, adolescenti e giovani, tutti ci rendiamo conto che qualcosa non va.
Nel nostro paese (grazie a Dio) il 99% dei ragazzi frequenta il catechismo fino al Sacramento della Cresima. Per cui, bene o male ha l’opportunità di crescere e approfondire non solo le nozioni della nostra fede cristiana, ma anche di sperimentare momenti forti e belli di fede vissuta in modo comunitario.
Ma ciò nonostante dobbiamo confessare che le cose proprio non vanno bene.
Nella vita di ognuno di noi, dalla fanciullezza all’età adulta, ci sono tanti blackout più o meno lunghi. Ossia momenti di buio totale in cui si verifica l’allontanamento dalla vita parrocchiale e dai sacramenti.
Questo blackout è più forte e lungo soprattutto dopo aver ricevuto il Sacramento della Cresima.
Davanti a questa realtà dobbiamo abbassare la testa e far finta che tutto va bene?
Il dramma è che le parrocchie utilizzano tantissime energie per portare avanti gli anni di catechismo per l’iniziazione cristiana ottenendone scarsissimi risultati sia dal punto di vista del progresso del cammino che da quello dei contenuti, perché anche i ragazzi che hanno avuto i catechisti più rigorosi sfornano ragazzi religiosamente ignoranti. Pertanto la questione non è da legare ai contenuti, nemmeno all’intensità del catechismo che si propone, e nemmeno ai metodi. Bensì a qualcosa di strutturale che possa avere maggior influsso nella vita sia dei ragazzi che delle stesse famiglie.
Credo sia giunto il momento (anche se purtroppo in grande ritardo, non però per colpa mia) di cambiare rotta.
La mia esperienza sacerdotale mi dice che le migliori parrocchie, le comunità più vive, la maggior presenza dei ragazzi e la loro migliore formazione, si sono verificate in quelle parrocchie dove c’era il “dono” di un Oratorio vivo ed efficace.
Per questo credo sia giunto anche per la nostra Comunità di Pozzomaggiore il momento di dedicare tutti i nostri sforzi fisici, mentali ed economici per la realizzazione, e non solo, ma anche per la funzionalità di un Oratorio Parrocchiale, dove tutte le forze (parrocchia, famiglie, giovani, adulti) dovranno convergere.
Ma qualcuno forse già si sta chiedendo: che cosa è questo Oratorio?!
Per spiegare tutto questo ho fatto già circolare dei fogli (chi non li avesse ricevuti può richiederli in Parrocchia); qui voglio solamente aggiungere qualche breve riflessione per completare le nostre cognizioni sull’Oratorio.
1) L’Oratorio è una scelta di fondo; è parte integrante della parrocchia:
- è casa che accoglie
- è Parrocchia che evangelizza
- è scuola che avvia alla vita
- è cortile per incontrarsi da amici e vivere in allegria
- è un “ponte” tra la strada e la Chiesa.
2) Inoltre l’Oratorio punta sul gruppo e sull’associazionismo.
L’Oratorio accoglie e anima altri gruppi e associazioni (A.C.R., Scout, ludoteca, ecc) di chiaro indirizzo educativo, disponibili ad inserirsi nella comunità più ampia e a collaborare alla crescita della Comunità.
3) Tutta la Comunità Parrocchiale deve sentirsi impegnata nel suo insieme ad animare e promuovere l’Oratorio, con il coinvolgimento di tutti: famiglie, genitori, figli, adulti, giovani e ragazzi.
Sono convinto che se riusciamo a realizzare e portare avanti l’Oratorio, avremo a breve una gioventù meno vuota, più motivata e responsabile del proprio futuro e di quello degli altri.

P. Quintino

Recupero anni scolastici e … non solo!

2 febbraio 2009

Al Liceo Scientifico di Pozzomaggiore sono aperte le iscrizioni al corso serale, per la classe prima, per tutti coloro i quali desiderano recuperare anni di studio mancanti al conseguimento di un tutolo di studio oppure, semplicemente, approfondire la propria cultura visto che il sapere non ha età.
E’, questa, un’ottima iniziativa per la nostra comunità che è bene non sottovalutare giacché permette a chiunque di frequentare i corsi di studio desiderati senza doversi allontanare dal luogo di residenza, in orari pomeridiani comodissimi e, praticamente, a costo zero.
Per informazioni rivolgersi al personale scolastico: Via Popolo n° 55, telefono 079 801390.

I missionari di Villaregia ci scrivono…

2 febbraio 2009

Carissimi P. Quintino e Comunità Parrocchiali di Pozzomaggiore e Semestene,
siamo rientrati dalle vostre rispettive parrocchie, dopo la settimana missionaria, con cuore riconoscente a Dio, e a ciascuno di voi, che ci avete accolti in modo semplice e fraterno. Siamo stati bene insieme.
Abbiamo contemplato la bellezza del panorama che circonda i vostri paesi, ricchi di spiritualità. È facile pensare a Edvige Carboni, al Centro Mariano, alle belle chiesette e alla fede semplice e profonda delle persone!
Un grazie speciale a P. Quintino, al Sig. Sindaco e alla sua Giunta, insieme a tutte le persone che hanno partecipato al pranzo comunitario, preparato con tanta cura per rendere ancora più bella la festa.
Ci sembra di avere cercato insieme il Signore e di avere amato l’uomo, soprattutto i più poveri della missione.
Portiamo vivo il ricordo dell’incontro con i giovanissimi, desiderosi di impegnarsi nel voler fare qualcosa per gli altri e dei vari momenti celebrativi, soprattutto la novena del Natale con la partecipazione gioiosa e simpatica dei ragazzi.
La scuola, luogo speciale dell’incontro con i bambini. i ragazzi e i giovani, è stata ancora un momento forte per approfondire un dialogo con il mondo, con le problematiche che avvolgono la vita dei poveri.
Nei vari Centri d’ascolto abbiamo percepito una grande sete della Parola di Dio ed un desiderio profondo di conoscere la realtà missionaria. È stata una porta che si è dischiusa per farci entrare e rivelarci la bontà del cuore di ciascuno.
Ringraziamo Dio per la vita degli ammalati e degli anziani. La loro testimonianza ci edifica, ci tonifica e rincuora nelle scelte di vita. Sulla loro sofferenza, offerta e vissuta per amore, si costruisce il Regno di Dio che avanza.
Continuiamo a rimanere uniti per costruire la famiglia di Dio generata dalla comunione.
Le porte di casa sono sempre aperte per accogliervi. Grazie.
Un abbraccio fraterno.

I Missionari della Comunità Missionaria di Villaregia
P. Kleber – Maria Celeste – Norma Teresa

Una grande esperienza, una grande emozione, un grandissimo Papa, Benedetto XVI

2 dicembre 2008

Nel 1993 quando ebbe inizio “l’avventura” del coro di Pozzomaggiore, mai avremo pensato o ancor più immaginato che un giorno avremo varcato la soglia dell’Aula Paolo VI in Vaticano, ed esibirci al cospetto del Papa cantando i nostri brani sacri, particolarmente il brano “Babbu e su paradisu”; è stato un minuto intenso di canto e di sentita partecipazione, durante il quale il gruppo dei cantori si è compattato esprimendo il meglio delle sue qualità canore, seguito attentamente dal Papa che ci indicava con la mano. Un lungo applauso di ben 12.000 persone presenti in aula ha gratificato pienamente il nostro impegno.
Alla presenza del Papa non eravamo soli, ma accompagnati da un folto gruppo di parrocchiani, guidati dal nostro parroco P. Quintino Manca, il quale con grande impegno ha fatto sì che la nostra Parrocchia fosse al nostro fianco. Un vivo ringraziamento oltre a P. Quintino e a tutti coloro che ci hanno accompagnato, va anche al nostro Sindaco e a tutta l’amministrazione comunale, unitamente al presidente del Comitato Edvige Carboni, prof. Ernesto Madau.
Cantare in Vaticano è sempre stato il nostro sogno nel cassetto e l’obbiettivo principale dei tanti direttivi che si sono avvicendati alla guida dell’associazione. Numerosi sono stati i tentativi che per più svariate cause non sono andati a buon fine, nonostante l’impegno profuso. E’ mancata sempre la determinazione.
Un bel giorno di ottobre un corista, di sua iniziativa, prende carta e penna e col cuore in mano esprime con sentimento e tanta semplicità il desiderio che alberga nel suo cuore. Queste poche e semplici parole, che di seguito brevemente riportiamo, arrivano dritte al cuore del Santo Padre, il quale, tramite il prefetto della Santa Sede James M. Harvey, accoglie immediatamente la richiesta.
Carissimo Santo Padre,
mi rivolgo a lei con tanta umiltà e devozione verso Dio e tutta la Santa Chiesa, che ne è il capo sovrano, degno sostituto di San Pietro.
Le scrivo con la speranza che possa avere il tempo di leggere e ascoltare questa mia umile preghiera, e che possa dare al coro di Pozzomaggiore, di cui io faccio parte, l’opportunità di cantare alla sua presenza anche una sola canzone. Sua Santità, capisco che lei sia tanto impegnato e anche che questa mia richiesta possa quasi rientrare nell’assurdo; ma io confido nel Signore che possa concederci la grazia…

Segue una breve cronistoria del coro, del paese, soffermandosi in particolare sulla figura della nostra concittadina Edvige Carboni, serva di Dio, auspicando che al più presto venga beatificata e innalzata agli onori degli altari.
Grazie Andrea Casule a nome di tutti i coristi: hai dimostrato a noi tutti, e non solo, che la semplicità e la bontà d’animo sono capaci di realizzare grandi cose e di regalare a tutti importanti, significative ed indimenticabili esperienze di fede e di vita associativa.

Gli amici del Coro

La musica esalta l’uomo
Il coro è uno strumento che aiuta a crescere dentro, insegna il valore delle regole, la disciplina e la regolarità dello studio, educa la ragione ed il sentimento, abitua alla chiarezza, alla precisione e all’equilibrio.
La musica è la più spirituale delle arti, la musica è suono come suono è la voce dell’uomo; suono naturale che esce dall’interno dell’anima ed è uno strumento dato dalla natura. Musica, suono, voce, tempo…
Il tempo è quello che trascorre via, il tempo è la nostra vita, mentre la musica è parte di noi stessi.
La musica usa il mezzo di comunicazione più antico e primordiale: la “voce”… coniugando musica e voce si conquista la parte più nobile dell’uomo: la ragione ed il pensiero.
La musica è dentro ognuno di noi specialmente a chi appartiene al mondo della coralità ed esprime il desiderio della ricerca, di preservare la tradizione e di quel qualcosa che dà senso alla vita al di là di tutte le nostre fragilità ed i nostri limiti.
La musica è un’arte che non conosce l’azione corrosiva del tempo e rappresenta un faro che illumina sia il passato che il presente e l’avvenire. Il coro di conseguenza come altri esecutori, costituisce un ponte diretto ed immediato fra il creatore e l’umanità.