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Un bel viaggio a nord-est

giovedì, 25 giugno 2009

Domenica 31 Maggio, ci ritroviamo insieme ad un’allegra comitiva di gitanti, pronti ad attraversare il mare e sbarcare in continente!…
Sotto il Monte è la prima tappa del nostro viaggio: qui è nato e ha trascorso la sua infanzia Giovanni XXIII. La casa natale conserva una dignitosa ed austera povertà tipica della famiglia contadina; questi luoghi, molto cari al Papa buono, ispirano un senso di pace e invitano al raccoglimento il pellegrino.
Si prosegue per Peschiera, accogliente cittadina sul lago di Garda. L’escursione in battello ci regala la visione della severa rocca di Sirmione con il suo Castello Scaligero che ricorda ancora oggi l’antico borgo medioevale e le Grotte di Catullo di epoca romana.
L’indomani si fa tappa a Gardaland per trascorrere una spensierata e allegra giornata tra giochi e divertimenti e ritornare così un po’ tutti bambini…
Verona è la meta del terzo giorno di viaggio: una guida competente ci accompagna per le vie del centro storico, tra antiche strade romane e residenze signorili, sino all’immancabile visita della casa di Giulietta, dove il tempo sembra essersi fermato. Una foto ricordo sul balcone e via a visitare l’Arena, celebre anfiteatro romano, costruito agli inizi del I° sec. d.C.
In seguito si parte verso Vicenza presso il Santuario di Monte Berico che dal colle domina la città. La costruzione della chiesa è legata all’apparizione della Madonna che intorno al 1400 fece cessare l’epidemia di peste. Qui padre Quintino celebra la S. Messa in una atmosfera di raccoglimento e devozione.
L’altra tappa prevede la visita della città di Venezia. Dalla bellissima piazza S. Marco, accompagnati dalla guida, seguiamo un itinerario particolare e suggestivo che ci porta verso la parte più antica e meno nota, fra i canali e le calli della città lagunare.
Più tardi, in battello, andiamo a visitare l’isola di Murano, rinomata per la lavorazione artigianale del vetro. In una fabbrica tradizionale osserviamo l’arte della soffiatura del vetro e portiamo a casa dei graziosi souvenir come ricordo.
L’ultimo giorno siamo a Padova. Di buon mattino, ci ritroviamo nella Basilica del Santo, raccolti in preghiera col nostro Parroco che concelebra la S. Messa. Infine, ciascuno di noi si accosta con devozione all’Arca del Santo, insieme ai numerosi pellegrini che quotidianamente vi si recano a pregare.
Si conclude così un bel viaggio, che ha dato la possibilità a tutti noi, non solo di vedere dei posti stupendi, ma di condividere con altri momenti di riflessione, di preghiera, di serenità e svago.
Ringraziamo padre Quintino per l’organizzazione ineccepibile sotto ogni aspetto, la presenza discreta, ma attenta, verso ciascuno di noi.
Da evidenziare anche la disponibilità dimostrata da Fabio, che ci ha sempre accompagnato con grande cortesia.

Pierina e Pierino

Lourdes terra della speranza

giovedì, 25 giugno 2009

Il 16 Luglio Bernardetta si reca in incognito alla grotta, ma assiste all’apparizione dall’altra sponda del Gave, essendo l’accesso alla grotta impedito da una palizzata. L’apparizione avviene all’inizio del rosario ma non dice nessuna parola.
Da allora Bernardetta non ha più visto la Madonna in questa vita.
(Lourdes 16 luglio 1858 – Diciottesima e ultima apparizione)

Io vado a Lourdes dal 1984, in media ogni anno, si ché posso dire che Lourdes è la mia seconda casa, perché conosco ogni angolo della sua terra, terra benedetta, terra di Maria.
Quando ti avvicini alla Grotta senti che il soprannaturale ti viene incontro, ti avvolge. La Madonna non vi appare più eppure li ha lasciato la Grazia della sua presenza misteriosa ed efficace.
Dal muretto al di qua del fiume Gave, dove amo sedermi per meditare, con gli occhi rivolti verso la Grotta, nell’incavatura che porta la scultura di lei, l’Immacolata, vedo passare una fila interrotta, quasi una fiumana, di gente dolorante e supplicante, tormentata nello spirito, spesso con impresse nel corpo le stimmate del male, purificato dal dolore; ma in ognuno c’è tanta radiosa fede alimentata dalla speranza di una attesa, protesa verso l’eternità.
Rivedo tutta questa gloriosa processione per l’Esplanade, di giorno col Cristo vivente fra gli ammalati e la notte con le fiaccole accese nella trepida speranza dell’attesa perché la Madre Celeste venga incontro ai suoi figli! Lei che prodiga il suo amore materno e misericordioso per tutti, che parla con il linguaggio che solo il cuore di una Madre conosce.
Bernadetta ripeteva sempre: «La grotta era il mio Cielo!»
Naturalmente è la grotta il punto focale di ogni mio pellegrinaggio. Sembra di essere li dinnanzi tanto mi è nitida nei particolari quella grotta di Massabielle dove il fiume Gave lento e silenzioso passa dinnanzi ad essa quasi in riverente preghiera di ringraziamento.
Questa Grotta ha la bellezza selvaggia di un luogo che nessuna mano d’uomo ha lavorato; questa grotta, nata dal vento, dalle onde del fiume Gave e dai sollevamenti del terreno, abitata dal mormorio di una Sorgente fresca e zampillante è diventata uno dei luoghi più amati dal pianeta. In questo luogo c’è la Roccia resa lucida per le tante mani leggere, avide, straziate, rugose, scivolate sulla sua superficie. E’ in questo luogo che si opera la salvezza intima tra ogni pellegrino e la beata Madre di Dio.
Intorno alla Grotta traspare chiaramente la spiritualità di Lourdes, centro mondiale di pellegrinaggi mariani. Tutto parla di Lei, dei ricordi del tempo delle apparizioni, di Bernadetta quella umile fanciulla non colta, non ricca, ma piena di amore di Dio e di ingenuo candore: le basiliche e i loro interni, i nuovi mosaici sulla facciata della basilica del Rosario realizzato da Padre Rupnik che illustrano i misteri luminosi in omaggio a Giovanni Palo II dove egli aveva meditato i misteri della luce il 14 Agosto 2004 durante il suo pellegrinaggio; la processione «aux flambeaux» (con le fiaccole); la via Crucis su per la collina nella folta foresta con i gruppi bronzei stagliati sullo sfondo della ricca vegetazione, luccicanti e scolpiti con arte. Le piscine dell’acqua sacramentale e taumaturgica con le barelle, le carrozzelle, nell’attesa di colui… che spera la salute in quell’acqua.
La Lourdes del rovescio della medaglia, con i suoi commerci propri dell’uomo, gli alberghi, i ristoranti numerosi dalle mille forme e dai mille colori. Le vie e le case della vecchia Lourdes arroccate attorno al vecchio castello “Le Chateaux Fort” dove da 150 anni milioni di pellegrini da tutto il mondo vi si recano (per il Giubileo del 2008 sono pervenuti dieci milioni di fedeli).
Tutti i continenti vi sono rappresentati, ma tutte le nazionalità che si trovano a Lourdes si fondono in un’unica comunità che si inginocchia davanti alla Vergine Incoronata, mette le braccia in croce recita il rosario, accende un cero, beve alle fontane, segue la via Crucis.
Tutti si abbandonano fiduciosi come bambini tra le Sue braccia, con tutta la devozione di Fede e di Speranza. Tutti la invocano come figli che hanno bisogno della mamma per muovere i primi passi nel cammino incerto della vita, per imparare a camminare bene e dirigere i passi verso Suo figlio Gesù!
Lourdes mi è motivo di tanta devozione, vorrei che tutti la conoscessero, che tutti la vedessero per addentrarsi in quest’angolo di Paradiso che ci prepara alla gioia della vita futura per entrare nella beata patria di Colui «che solo Amore e Luce ha per confine». Il messaggio della Vergine dato a Bernardetta ha un suo contenuto essenziale in queste parole: «Io voglio che venga molta gente, voglio che si venga qui in processione».
«Io credo – diceva uno scrittore non cattolico – che Lourdes è una manifestazione della bontà di Dio verso un mondo che ha sempre più bisogno di Lui».

M.A. Piu

conFORMAti a Cristo!

sabato, 30 maggio 2009

Domenica 24 Maggio circa 500 tra ragazzi ed educatori dell’ACR diocesana si sono ritrovati nella splendida cornice della borgata di Fertilia per celebrare e festeggiare la Festa degli Incontri, il tradizionale appuntamento che segna la conclusione del cammino associativo. Tra le dodici parrocchie presenti, anche la nostra con 24 bambini e 11 educatori.
La giornata si è aperta con la celebrazione eucaristica presieduta dall’assistente don Franco Oggianu il quale, nell’omelia, ha esortato i ragazzi a conformarsi a Cristo – questo era il tema della giornata – chiedendogli «di darci la volontà di amare come lui ci ama, facendoci annunciatori e testimoni dello slogan di quest’anno: Gesù, ci basti tu!».
Significativo è stato il momento dell’atto penitenziale: un ragazzo per parrocchia ha deposto sull’altare un sasso a rappresentare la volontà di disfarci delle piccole e grandi difficoltà che ci impediscono di dare alla nostra vita la forma di Cristo e della pesantezza degli ostacoli che incontriamo sulla via della sequela; sassi che sono poi stati ricoperti da petali di fiori per testimoniare come dal dolore del pentimento può nascere la gioia.
Al termine della Messa si è snodata la marcia festante degli acierrini che con i loro canti, balli, urla e colori hanno rallegrato le vie adiacenti la chiesa di San Marco.
Successivamente ogni parrocchia ha presentato sul palco un oggetto che rappresentava la propria idea di conformazione a Cristo: le gambe per andare più spediti incontro al Signore; lo zucchero per mettere più gusto ed entusiasmo nell’annuncio del Vangelo; le tegole perché oltre a delle solide fondamenta la nostra casa spirituale deve possedere un’adeguata copertura così da preservare ciò che è custodito all’interno; le stelle perché nella notte buia dello sconforto possiamo sempre intravedere il sentiero che porta a Gesù, erano alcuni degli esempi.
La nostra associazione, invece, ha realizzato un portafoto a forma di libro: da un lato è stata collocata un’immagine di Gesù, modello al quale dobbiamo ispirarci, e dall’altra il volto di Edvige Carboni, una testimone della nostra comunità che ha speso tutta la sua vita proprio nell’intento di conformarsi a Cristo. Immagine, quest’ultima, che può essere rimossa e sostituita da quella dei ragazzi che si impegnano così a intraprendere o proseguire questo percorso di imitazione. Al termine gli stessi oggetti, ma di dimensioni più contenute, sono stati scambiati tra i ragazzi.
Nel pomeriggio bambini e ragazzi sono stati invitati a riflettere, tramite i giochi e le attività proposti negli stand, su specifici desideri: bellezza, preghiera, successo, amicizia e amore, pace, coraggio, generosità e impegno.
In particolare il gruppo degli educatori seiotto della nostra parrocchia ha allestito uno stand sul Desiderio di Gesù all’interno del quale i bambini, novelli samaritani, attraverso un percorso ad ostacoli erano stimolati ad essere solidali verso chi si trovava in difficoltà. E la volontà di farsi prossimi verso i fratelli meno fortunati è stata espressa, alla fine, dall’impronta del pollice lasciata sul grande cartellone che raffigurava Gesù che si intratteneva con i bambini, suoi prediletti.
Lo stand degli educatori noveundici, invece, aveva come tema la bellezza, declinata nelle tre forme del creato, dell’uomo e di Dio.
In conclusione la Festa si è dimostrata, ancora una volta, una preziosa occasione per i ragazzi per respirare la dimensione diocesana della grande famiglia dell’Azione Cattolica alla quale hanno deciso di appartenere; e per gli educatori motivo per incontrare i tanti amici che condividono, seppur nelle diverse realtà, lo stesso progetto e i medesimi ideali.

Davide Meloni


Quest’anno associativo noi educatori di ACR siamo stati invitati ad accompagnare i ragazzi alla ricerca del loro desiderio più grande. Partendo dall’etimologia della parola (de-sidus = mancanza di una stella) abbiamo cercato di far capire loro come nella vita si abbia bisogno di coltivare desideri che facciano guardare in alto, alzare lo sguardo verso il cielo, alla ricerca della stella polare che ci guidi.
Oggi, dopo un anno di intenso lavoro, ci domandiamo: siamo riusciti nell’intento?
Ci siamo accorti che i ragazzi chiedono di sentirsi riconosciuti per quello che sono, con la loro storia, le loro passioni, i loro errori e i loro sogni; ciò che abita in essi è il desiderio di sentirsi amati.
In cuor nostro ci auguriamo di aver amato ciascuno di loro come Gesù ama noi.
Siamo rimasti colpiti dal loro contagioso entusiasmo e dalla loro voglia di esserci.
Il loro impegno (molti di essi dopo l’ora di catechismo erano contentissimi di fermarsi per un’altra ora e mezza a Santa Croce) è stato per noi un motore che ci ha spinto ad andare avanti con fiducia e voglia di fare.
Per questo alla fine dell’anno vogliamo dire GRAZIE a tutti i ragazzi dell’ACR; GRAZIE alle loro famiglie che ce li hanno affidati.
Lasciandoci per la pausa estiva vogliamo ricordare loro di continuare a dire sempre al Signore: «Mi Basti Tu!». E’ il nostro atto di fede… è Dio il nostro desiderio più grande.

Giorgia Piga

Comunicazioni del Comitato S.d.D. Edvige Carboni

martedì, 5 maggio 2009

Dopo le spese complessive di euro 7700 affrontate dopo l’acquisto del garage posto al n° 20 nella via intitolata alla Serva di Dio, alla fine del mese di ottobre 2008, e i relativi costi di registrazione presso il notaio, il “Comitato Edvige Carboni” si vede costretto ad affrontare ulteriori ed improvvise spese per la ristrutturazione dello stesso immobile, il cui tetto è crollato; le stesse piogge di questi ultimi mesi, a lungo andare, potrebbero inoltre causare problemi di umidità non solo alle strutture confinanti, ma anche alla stessa casa della Serva di Dio, una parete della quale gli è attiguo.
Per procedere alla ristrutturazione il Comitato dispone soltanto di una esigua somma per l’intero lavoro. C’è, oltretutto, la possibilità che la postulazione della Causa avanzi qualche altra richiesta finanziaria per la conclusione e la successiva stampa della Positio super miro, ossia sul miracolo che si propone per la Beatificazione (quella sulle virtù è stata già stampata nel maggio 2008).
Se si riuscirà nell’intento, il Comitato pensa di trasformare il vecchio garage in un Centro di Documentazione, sempre intitolato alla Serva di Dio, dove custodire non solo i libri – che attualmente, da due anni, sono depositati presso un privato -, ma anche documenti, testimonianze, atti processuali, foto, relazioni di grazie, corrispondenza, verbali di ormai ventuno anni e ogni altro materiale legato alla Causa di Canonizzazione.
Agli ammiratori della santità di vita di Edvige Carboni, chiediamo quindi un’attiva collaborazione per la realizzazione del progetto mediante mano d’opera, offerte e materiale edilizio.
Per quanto riguarda l’iter processuale della Causa, presso la Congregazione delle Cause dei Santi, il prossimo 28 di maggio, il Prefetto mons. Angelo Amato incontrerà il postulatore avv. Ambrosi, il nostro vescovo mons. Giacomo Lanzetti e il padre passionista Adolfo Lippi in rappresentanza degli attori della stessa Causa.
Preghiamo per un esito felice dell’incontro. Grazie di cuore per quanto farete.

Il Comitato S.d.D. Edvige Carboni

Incontro Missionario per Giovani

martedì, 5 maggio 2009

Domenica 19 aprile abbiamo accolto nella nostra parrocchia una missionaria e tre volontarie della Comunità di Villareggia. Al termine della celebrazione eucaristica noi giovani ci sismo spostati con queste ultime (Oriana, Antonella, Patrizia e Maria) per un incontro di meditazione e riflessione nei locali del futuro oratorio Don Bosco, meglio conosciuto come “asilo vecchio”.
La giornata dal tema “La buona notizia”, si è svolta in due momenti; in mattinata abbiamo riflettuto sulla conoscenza di noi stessi, dei nostri obbiettivi e dunque sullo scopo della nostra vita, dando forma, con un semplice pezzetto di plastilina, al nostro “vuoto interiore” (ossia l’elemento mancante per sentirci veramente realizzati o maggiormente entusiasti della nostra esistenza). Paragonando questo gesto a quando Dio, perfetto creatore, plasmò la materia amorfa trasformandola nelle meraviglie che ci circondano.
Nel pomeriggio, purtroppo ridotti a soli 10 giovani, abbiamo invece ripercorso le varie tappe della vita di Cristo cercando di applicare quest’ultima alla nostra ancora inesperta vita di adolescenti.
Alla fine della giornata la missionaria, forse colpita dal nostro interesse verso le argomentazioni trattate, ci ha chiesto di partecipare ad un secondo incontro previsto per sabato 25 aprile.
Il sabato ci siamo ritrovati sempre nel medesimo luogo alle 9,30 dando inizio ad una fantastica giornata.
La mattina dopo un’abbondante colazione abbiamo affrontato il tema della conversione e del perdono con l’aiuto di metafore ed esempi pratici orientati alla vita quotidiana fatta talvolta di ostacoli ed inimicizie.
Dopo aver pranzato all’aperto e dunque dopo un momento di svago e divertimento, sono riprese le attività. Abbiamo affrontato il tema della Comunità vista come insieme di persone che vivono con fraternità momenti gioiosi e tristi, paragonandola ad una macedonia, formata non da frutti ma da varie persone con caratteristiche diverse che insieme costituiscono una forza maggiore.
Al termine della giornata dopo aver cantato e riflettuto e persino discusso insieme ci siamo sentiti dei giovani rinnovati pronti ad accogliere ogni occasione della vita dedicando, le nostre 3 T, il nostro Tempo, i nostri Tesori e i nostri Talenti a Dio ed agli altri impegnandoci in nuove iniziative per aiutare i meno fortunati.

Antonella e Giorgia Cossu, Liliana Campus

Sulla Strada… con la casa nel cuore!

martedì, 5 maggio 2009

La casa, luogo di comprensione e fiducia, di amore e sopportazione, di tranquillità e dialogo.
Ogni giovane lungo il cammino della propria vita mantiene costantemente viva nel cuore l’immagine della casa come luogo sicuro di rifugio e riflessione nella quale tiene custoditi i propri valori e le esperienze che hanno saputo dare una svolta lungo le tappe della strada che, giorno dopo giorno percorre.
E’ questa una delle riflessioni principali che sono state proposte ai giovani della nostra diocesi di Alghero – Bosa che hanno partecipato alla Giornata Diocesana svoltasi il 29 marzo a Macomer.
Tra circa 800 persone c’eravamo anche noi, giovanissimi di Azione Cattolica della parrocchia S. Giorgio Martire di Pozzomaggiore.
La giornata, organizzata dalla Pastorale Giovanile, ci ha fatto riflettere sull’importanza della riscoperta della vera CASA a cui tornare, la casa del Padre, la nostra casa autentica, sempre aperta.
L’incontro non ha rappresentato solo un’esperienza di preghiera e raccoglimento, ma soprattutto di condivisione e sano divertimento.
Durante tutta la giornata i giovani sono stati sempre messi in primo piano. La vera protagonista della manifestazione è stata la musica, che ha accompagnato i ragazzi in ogni momento, dal loro arrivo al Liceo della Comunicazione, sino al gran finale con lo spettacolo nel palazzetto dello sport. Qui i giovani del corso animatori hanno potuto mostrare a tutti i frutti del loro lavoro e del loro impegno, riuscendo ad organizzare e mettere in scena un grande musical che oltre a tanti messaggi, ha lasciato nel cuore degli spettatori delle emozioni indimenticabili, che hanno suscitato molte riflessioni e aperto, dentro ognuno di noi, una piccola strada verso la vera Casa.

Cinzia Cuccuru

Dalla semplice ora di catechismo a una esperienza comunitaria in Oratorio

lunedì, 2 marzo 2009

Esaminando il quadro della situazione dei nostri ragazzi, adolescenti e giovani, tutti ci rendiamo conto che qualcosa non va.
Nel nostro paese (grazie a Dio) il 99% dei ragazzi frequenta il catechismo fino al Sacramento della Cresima. Per cui, bene o male ha l’opportunità di crescere e approfondire non solo le nozioni della nostra fede cristiana, ma anche di sperimentare momenti forti e belli di fede vissuta in modo comunitario.
Ma ciò nonostante dobbiamo confessare che le cose proprio non vanno bene.
Nella vita di ognuno di noi, dalla fanciullezza all’età adulta, ci sono tanti blackout più o meno lunghi. Ossia momenti di buio totale in cui si verifica l’allontanamento dalla vita parrocchiale e dai sacramenti.
Questo blackout è più forte e lungo soprattutto dopo aver ricevuto il Sacramento della Cresima.
Davanti a questa realtà dobbiamo abbassare la testa e far finta che tutto va bene?
Il dramma è che le parrocchie utilizzano tantissime energie per portare avanti gli anni di catechismo per l’iniziazione cristiana ottenendone scarsissimi risultati sia dal punto di vista del progresso del cammino che da quello dei contenuti, perché anche i ragazzi che hanno avuto i catechisti più rigorosi sfornano ragazzi religiosamente ignoranti. Pertanto la questione non è da legare ai contenuti, nemmeno all’intensità del catechismo che si propone, e nemmeno ai metodi. Bensì a qualcosa di strutturale che possa avere maggior influsso nella vita sia dei ragazzi che delle stesse famiglie.
Credo sia giunto il momento (anche se purtroppo in grande ritardo, non però per colpa mia) di cambiare rotta.
La mia esperienza sacerdotale mi dice che le migliori parrocchie, le comunità più vive, la maggior presenza dei ragazzi e la loro migliore formazione, si sono verificate in quelle parrocchie dove c’era il “dono” di un Oratorio vivo ed efficace.
Per questo credo sia giunto anche per la nostra Comunità di Pozzomaggiore il momento di dedicare tutti i nostri sforzi fisici, mentali ed economici per la realizzazione, e non solo, ma anche per la funzionalità di un Oratorio Parrocchiale, dove tutte le forze (parrocchia, famiglie, giovani, adulti) dovranno convergere.
Ma qualcuno forse già si sta chiedendo: che cosa è questo Oratorio?!
Per spiegare tutto questo ho fatto già circolare dei fogli (chi non li avesse ricevuti può richiederli in Parrocchia); qui voglio solamente aggiungere qualche breve riflessione per completare le nostre cognizioni sull’Oratorio.
1) L’Oratorio è una scelta di fondo; è parte integrante della parrocchia:
- è casa che accoglie
- è Parrocchia che evangelizza
- è scuola che avvia alla vita
- è cortile per incontrarsi da amici e vivere in allegria
- è un “ponte” tra la strada e la Chiesa.
2) Inoltre l’Oratorio punta sul gruppo e sull’associazionismo.
L’Oratorio accoglie e anima altri gruppi e associazioni (A.C.R., Scout, ludoteca, ecc) di chiaro indirizzo educativo, disponibili ad inserirsi nella comunità più ampia e a collaborare alla crescita della Comunità.
3) Tutta la Comunità Parrocchiale deve sentirsi impegnata nel suo insieme ad animare e promuovere l’Oratorio, con il coinvolgimento di tutti: famiglie, genitori, figli, adulti, giovani e ragazzi.
Sono convinto che se riusciamo a realizzare e portare avanti l’Oratorio, avremo a breve una gioventù meno vuota, più motivata e responsabile del proprio futuro e di quello degli altri.

P. Quintino

I missionari di Villaregia ci scrivono…

lunedì, 2 febbraio 2009

Carissimi P. Quintino e Comunità Parrocchiali di Pozzomaggiore e Semestene,
siamo rientrati dalle vostre rispettive parrocchie, dopo la settimana missionaria, con cuore riconoscente a Dio, e a ciascuno di voi, che ci avete accolti in modo semplice e fraterno. Siamo stati bene insieme.
Abbiamo contemplato la bellezza del panorama che circonda i vostri paesi, ricchi di spiritualità. È facile pensare a Edvige Carboni, al Centro Mariano, alle belle chiesette e alla fede semplice e profonda delle persone!
Un grazie speciale a P. Quintino, al Sig. Sindaco e alla sua Giunta, insieme a tutte le persone che hanno partecipato al pranzo comunitario, preparato con tanta cura per rendere ancora più bella la festa.
Ci sembra di avere cercato insieme il Signore e di avere amato l’uomo, soprattutto i più poveri della missione.
Portiamo vivo il ricordo dell’incontro con i giovanissimi, desiderosi di impegnarsi nel voler fare qualcosa per gli altri e dei vari momenti celebrativi, soprattutto la novena del Natale con la partecipazione gioiosa e simpatica dei ragazzi.
La scuola, luogo speciale dell’incontro con i bambini. i ragazzi e i giovani, è stata ancora un momento forte per approfondire un dialogo con il mondo, con le problematiche che avvolgono la vita dei poveri.
Nei vari Centri d’ascolto abbiamo percepito una grande sete della Parola di Dio ed un desiderio profondo di conoscere la realtà missionaria. È stata una porta che si è dischiusa per farci entrare e rivelarci la bontà del cuore di ciascuno.
Ringraziamo Dio per la vita degli ammalati e degli anziani. La loro testimonianza ci edifica, ci tonifica e rincuora nelle scelte di vita. Sulla loro sofferenza, offerta e vissuta per amore, si costruisce il Regno di Dio che avanza.
Continuiamo a rimanere uniti per costruire la famiglia di Dio generata dalla comunione.
Le porte di casa sono sempre aperte per accogliervi. Grazie.
Un abbraccio fraterno.

I Missionari della Comunità Missionaria di Villaregia
P. Kleber – Maria Celeste – Norma Teresa

Una grande esperienza, una grande emozione, un grandissimo Papa, Benedetto XVI

martedì, 2 dicembre 2008

Nel 1993 quando ebbe inizio “l’avventura” del coro di Pozzomaggiore, mai avremo pensato o ancor più immaginato che un giorno avremo varcato la soglia dell’Aula Paolo VI in Vaticano, ed esibirci al cospetto del Papa cantando i nostri brani sacri, particolarmente il brano “Babbu e su paradisu”; è stato un minuto intenso di canto e di sentita partecipazione, durante il quale il gruppo dei cantori si è compattato esprimendo il meglio delle sue qualità canore, seguito attentamente dal Papa che ci indicava con la mano. Un lungo applauso di ben 12.000 persone presenti in aula ha gratificato pienamente il nostro impegno.
Alla presenza del Papa non eravamo soli, ma accompagnati da un folto gruppo di parrocchiani, guidati dal nostro parroco P. Quintino Manca, il quale con grande impegno ha fatto sì che la nostra Parrocchia fosse al nostro fianco. Un vivo ringraziamento oltre a P. Quintino e a tutti coloro che ci hanno accompagnato, va anche al nostro Sindaco e a tutta l’amministrazione comunale, unitamente al presidente del Comitato Edvige Carboni, prof. Ernesto Madau.
Cantare in Vaticano è sempre stato il nostro sogno nel cassetto e l’obbiettivo principale dei tanti direttivi che si sono avvicendati alla guida dell’associazione. Numerosi sono stati i tentativi che per più svariate cause non sono andati a buon fine, nonostante l’impegno profuso. E’ mancata sempre la determinazione.
Un bel giorno di ottobre un corista, di sua iniziativa, prende carta e penna e col cuore in mano esprime con sentimento e tanta semplicità il desiderio che alberga nel suo cuore. Queste poche e semplici parole, che di seguito brevemente riportiamo, arrivano dritte al cuore del Santo Padre, il quale, tramite il prefetto della Santa Sede James M. Harvey, accoglie immediatamente la richiesta.
Carissimo Santo Padre,
mi rivolgo a lei con tanta umiltà e devozione verso Dio e tutta la Santa Chiesa, che ne è il capo sovrano, degno sostituto di San Pietro.
Le scrivo con la speranza che possa avere il tempo di leggere e ascoltare questa mia umile preghiera, e che possa dare al coro di Pozzomaggiore, di cui io faccio parte, l’opportunità di cantare alla sua presenza anche una sola canzone. Sua Santità, capisco che lei sia tanto impegnato e anche che questa mia richiesta possa quasi rientrare nell’assurdo; ma io confido nel Signore che possa concederci la grazia…

Segue una breve cronistoria del coro, del paese, soffermandosi in particolare sulla figura della nostra concittadina Edvige Carboni, serva di Dio, auspicando che al più presto venga beatificata e innalzata agli onori degli altari.
Grazie Andrea Casule a nome di tutti i coristi: hai dimostrato a noi tutti, e non solo, che la semplicità e la bontà d’animo sono capaci di realizzare grandi cose e di regalare a tutti importanti, significative ed indimenticabili esperienze di fede e di vita associativa.

Gli amici del Coro

La musica esalta l’uomo
Il coro è uno strumento che aiuta a crescere dentro, insegna il valore delle regole, la disciplina e la regolarità dello studio, educa la ragione ed il sentimento, abitua alla chiarezza, alla precisione e all’equilibrio.
La musica è la più spirituale delle arti, la musica è suono come suono è la voce dell’uomo; suono naturale che esce dall’interno dell’anima ed è uno strumento dato dalla natura. Musica, suono, voce, tempo…
Il tempo è quello che trascorre via, il tempo è la nostra vita, mentre la musica è parte di noi stessi.
La musica usa il mezzo di comunicazione più antico e primordiale: la “voce”… coniugando musica e voce si conquista la parte più nobile dell’uomo: la ragione ed il pensiero.
La musica è dentro ognuno di noi specialmente a chi appartiene al mondo della coralità ed esprime il desiderio della ricerca, di preservare la tradizione e di quel qualcosa che dà senso alla vita al di là di tutte le nostre fragilità ed i nostri limiti.
La musica è un’arte che non conosce l’azione corrosiva del tempo e rappresenta un faro che illumina sia il passato che il presente e l’avvenire. Il coro di conseguenza come altri esecutori, costituisce un ponte diretto ed immediato fra il creatore e l’umanità.

Nell’intimo cerchiamo il TUO aiuto Santa Madre di Dio

sabato, 1 novembre 2008

La festività della madonna della Salute

Il trascorso mese di Settembre è stato contrassegnato da una grande adesione e Intensa religiosità verso Maria Santissima Madonna della Salute che a visto partecipe gran parte della cittadinanza di Pozzomaggiore, con la recita giornaliera del Santo Rosario (seguito dalla S. Messa!) visto come preghiera di questi tempi e, non più, come orazione confinata al passato e da ricordare con malinconia; questo a conferma di quanta devozione sia presente nella popolazione che, seppur formata da svariati strati sociali, mostra allo sguardo del visitatore un accomunarsi allo stesso intento, quale è tale grande venerazione verso la Madre di Dio, difficile da uguagliare nel mondo di oggi così fatuo e dispersivo. (continua…)