Un pullman di gratuità

2 marzo 2010

Un folto gruppo di amici dell’AC incontra a Quartu Sant’Elena i missionari e i volontari della Comunità di Villaregia. Cronaca di una festosa giornata trascorsa all’insegna della conoscenza reciproca e della condivisione.

Domenica 7 febbraio un gruppo della parrocchia ha vissuto una giornata fuori dall’ordinario a Quartu S. Elena, e più precisamente alla casa della Comunità Missionaria di Villaregia.
L’idea del viaggio, partita dal consiglio di Azione Cattolica, è nata dall’esigenza di consegnare una grande quantità di beni alimentari e vestiario raccolti durante le feste natalizie, grazie alla nostra comunità che ancora una volta si è dimostrata molto generosa nei confronti di chi ha più bisogno. Oltre a questo c’era il piacere di accogliere l’invito da parte dei missionari: infatti, è da ormai qualche anno che la parrocchia collabora con la comunità sarda di Villaregia, che ha sedi sparse per l’Italia e opera in particolare in America Latina e Africa.
Al viaggio ha partecipato un gruppo di circa 40 persone tra ragazzi, giovani, giovanissimi e adulti, carichi di curiosità ed entusiasmo, ma anche di voglia di fare visto che appena arrivati tutti hanno collaborato a scaricare dal pullman buste e scatoloni frutto della raccolta.
L’accoglienza da parte di padre Kleber e suor Agata, così come dei volontari Emanuela e Sandro, fatta di sorrisi e strette di mano è stata speciale. Dopo un momento di riflessione insieme e la Celebrazione Eucaristica, al momento del pranzo ci siamo ritrovati in una grande sala festosa piena di persone, missionari, volontari e tanti laici che si trovavano lì per compiere un cammino spirituale, e anche noi come loro abbiamo condiviso parte del pranzo con gli altri, consuetudine nella comunità.
Al pomeriggio, divisi per fasce d’età, abbiamo percorso una mostra ricca di oggetti, pannelli illustrativi, ricostruzioni, nella quale siamo stati invitati a ragionare sui beni fondamentali di cui usufruiamo quotidianamente, come l’acqua, la luce e dei beni di consumo, sebbene superflui, di cui ormai non possiamo più fare a meno; ma soprattutto di come nei paesi in cui operano le missioni tutto ciò non è presente, in quanto si vive in uno stato di assoluta povertà.
Concluso questo lungo percorso, durante il quale le guide hanno ascoltato le nostre riflessioni, ma anche dubbi e obbiezioni, c’è stato illustrato il metodo con cui sono gestiti i beni raccolti per essere poi spediti in missione. Grandi magazzini dedicati, per esempio, allo smistamento dei vestiti, suddivisi per taglie e stagioni; degli alimenti, raccolti per tipologia e per scadenza; ma anche materiale scolastico e soprattutto medicinali: infatti grande è la raccolta di medicine, uno dei beni più preziosi, che vengono stipate in modo che una scatolina ne possa contenere il più possibile così da ottimizzare i costi del trasporto. I missionari si avvalgono della collaborazione di tutti coloro che decidono liberamente di dedicare un po’ di tempo alla comunità per accogliere e smistare le offerte, o anche solo per rispondere al telefono; tutto viene accettato con gratitudine e riconoscenza dal momento che le comunità di Villaregia vivono solo di ciò che gli viene generosamente donato.
Al termine della giornata, dopo una riflessione e la Benedizione, è arrivato il momento dei saluti e dei ringraziamenti reciproci.
Durante il viaggio di ritorno grande era la soddisfazione da parte di tutti noi per aver fatto questa esperienza. Ora sicuramente la collaborazione con i missionari di Villaregia sarà più consapevole, perché abbiamo potuto vedere che tutto ciò che gli viene consegnato serve effettivamente ad aiutare famiglie, bambini o chiunque ne abbia bisogno nelle terre di missione.

Francesca Poddighe

Relazione del Sindaco sull’approvazione del Bilancio 2010

2 marzo 2010

Ancora una volta, l’ultima del quinquennio del nostro mandato, siamo convocati per deliberare l’atto più importante del percorso amministrativo contabile che, nell’anno, deve compiere il Consiglio Comunale. Atto che dà l’impronta economica all’azione amministrativa e di governo per tutto l’esercizio finanziario.
Appena insediati nel 2005 dopo i rituali brindisi pieni di entusiasmo, abbiamo messo in moto le macchine della voglia di fare e di dare. Nel corso di questi anni abbiamo dedicato ogni ora delle nostre giornate per amministrare al meglio il nostro comune, per portare a compimento il programma amministrativo pensato e condiviso, per regalare ai pozzomaggioresi, al territorio, al futuro del nostro paese, ai nostri figli, agli anziani, tempi migliori, spianare la strada ai nostri figli per consentirgli di studiare e di trovare un lavoro, al nostro Pozzomaggiore per rendergli di nuovo quel ruolo di centralità, di riferimento e leadership che aveva un tempo quando l’economia girava bene, il commercio fioriva, le botteghe artigiane erano aperte, gli emigrati mandavano soldi preziosi; e non come accade oggi che siamo costretti noi a mandare soldi ai nostri emigrati.
Pascoli fertili anche oggi, integrati allora da colture sistemiche oggi non più, rotazioni di aziende qualificate, alternanza nella conduzione fra padri e figli e anche nelle botteghe artigiane, nelle attività commerciali testimoni padri di plusvalenze nella conoscenza del reddito, di competenze, di buone volontà, di sofferenze, di soddisfazione ereditati da vecchi patriarchi, che a loro volta li avevano avuti dai loro padri.
Purtroppo la catena si è spezzata. Nulla di nuovo si è creato, tutto si è trasformato in un momento negativo ma è anche vero che niente è distrutto. Nulla dovrà andare distrutto di quello costruito dai nostri padri, dobbiamo lottare perché quanto hanno creato venga ridistribuito a larghe mani da noi ai nostri figli, poi grazie al segno più dato da noi stessi ed elevato con la nostra opera alla massima potenza.
Risaldiamo la catena, mettiamoci anelli più robusti che resistano a forze contrarie alle leggi limitative di settore, al freddo, al caldo, alle intemperie, al qualunquismo, oserei dire al menefreghismo, alla indifferenza pressappochistica di chi ci governa a Roma e anche a Cagliari.
“A sas malas pettorras” dicevano i nostri padri, diciamolo e diciamocelo anche noi “svegliati Pozzomaggiore, … lo sai che chi dorme …”. E allora consentiamoci di dormire solo perché il sonno è il meritato riposo per tanto lavoro, pieghiamoci le maniche, svegliamoci, abbiamo delle responsabilità come amministratori, come cittadini, come padri, come mandatari di un impegno assunto.
Abbiamo dimostrato di saper fare, di essere opinati amministratori di un paese che sa spegnere gli incendi, di avere pettorras, di saper risorgere, lo diciamo dopo i tristi fatti del luglio 2009, lo dicono le nostre campagne e le nostre aziende agrarie, lo dicono tutti. Lo diciamo noi perché ci crediamo, lo diremo forte se saremo tutti uniti anche senza ricevere gli improbabili aiuti da parte di mamma Regione o dello Stato centrale.
Facciamo Pozzomaggiore, i pozzomaggioresi sono già fatti; il contrario della più famosa “l’Italia è fatta, facciamo gli italiani”.
E’ inutile considerarci comune attento e virtuoso, amministratori solleciti negli adempimenti, decisi nella fase programmatoria, se poi quella successiva viene criptata da mancati finanziamenti.
Questa relazione farà parte integrante dell’atto di approvazione del bilancio 2010 e compendia quella che dovrà essere l’attività amministrativa che intendiamo svolgere nell’arco dell’anno finanziario 2010 fino alla data delle elezioni per noi e per chi ci succederà. Le cifre esposte ci sembreranno semplici dati contabili, numeri freddi, numeri che noi sapremo trasformare in atti da compiere, in determinazioni, in opere da realizzare, in programmi per il futuro. Stiamo per vivere l’ultimo scorcio di quel mandato affidatoci dai nostri concittadini, che hanno riposto in noi, nella nostra politica programmatica di intervento, quella fiducia incondizionata che noi dobbiamo conservare fino alla fine della nostra legislatura. Fare in modo che oggi e ogni giorno che verrà fino al 16 maggio siano l’entusiasmo dell’8 e 9 maggio di quel 2005, quando abbiamo solennemente assunto l’impegno di governare Pozzomaggiore.
Arrivare all’obiettivo di compiere il programma fino in fondo è il nostro scopo.
I ritardi negli adempimenti di quel programma non dipendono da noi, derivano dalla miriade di leggi che regolano i procedimenti amministrativi, dalle mancate interpretazioni delle leggi, dalla corsa all’accaparramento degli appalti da parte di imprese che poi non risultano essere capaci. Ritardi biblici, visti spesso come ritardi ascrivibili all’amministrazione comunale e che determinano serie diseconomie, ritardano l’esecuzione delle opere e, ciò che è grave, ne impediscono la fruizione nei tempi previsti.
Il fondo unico per il 2010 lo spalmeremo sulle varie attività istituzionali. Come sapete il fondo è assegnato in relazione a due parametri: uno fisso, per tutti i comuni e l’altro in relazione alla dinamica della popolazione. Applichiamo al bilancio trasferimenti che non sono più certi, l’ICI ad esempio è imposto sugli immobili diversi dalle abitazioni principali e sulle aree fabbricabili, i terreni agricoli non sono assoggettati all’imposta, almeno nel nostro comune. Il nostro bilancio di previsione deve necessariamente fare puntuale riferimento a quelle che sono le scelte strategiche dello Stato e della Regione in materia finanziaria per quei trasferimenti destinati ai comuni che, se pure inadeguati, ci hanno da sempre consentito quantomeno di sopravvivere. Purtroppo, il governo e la regione fanno le leggi senza consultare la base, e senza consultarci hanno consegnato ai comuni nuove competenze. Grazie alle molteplici leggi regionali, ai bandi per ottenere finanziamenti ai trasferimenti ottenuti, in questi anni abbiamo amministrato il comune soddisfacendo il quotidiano, le molteplici esigenze della nostra comunità, senza tenere conto del progressivo indebolirsi del valore monetario, a causa anche degli oneri riflessi alle maggiori competenze assegnate, che comportano nuovi ed onerosi investimenti, tipo l’assistenza socio- sanitaria, la cantieristica, e tanto altro ancora. La situazione contingente ci mette davanti ad una realtà dura da accettare, fermata da farraginosi iter legislativi, ed evidenzia l’impossibilità di accesso al credito, tarpando le ali alla capacità di indebitamento.
La progettazione integrata, i POR 2007 – 2013, il CIVIS e altro ancora sono in sonno.
Giovani pronti a regalare professionalità che non possono scendere in campo e dall’altra, persone con esperienze maturate in tanti anni di lavoro, che ormai hanno dato tutto e non possono andare in pensione.
Fabbriche fantasma, operai in mobilità (mercoledì 17, alle 10.15 tutti insieme con i sindaci del Mejlogu e quelli del paese di Villanova, manifesteremo a Porto Torres sotto la torre aragonese per sostenere la lotta degli operai dei poli chimico metallurgici di Porto Torres, Ottana e Portovesme. Ormai purtroppo non si vedono più nuove iniziative imprenditoriali, è in atto la fuga dalle campagne, famiglie che sopravvivono ancora grazie a ore di lavoro nero o dalle pensioni dei parenti anziani, l’euro che non paga, la prepotente insinuazione di realtà commerciali, in particolare orientali, che portano veramente a fare un’analisi alla situazione globale e a trarne le conclusioni, è una tragedia.
Lavoreremo per rivalutare l’economia agro – pastorale, non imporremo sicuramente nuovi tributi e nuove gabelle, non possiamo e non vogliamo spremere un contribuente già allo stremo; lo faremo, casomai, combattendo severamente l’evasione come già facciamo da anni, realizzeremo economie di scala, eviteremo inutili sprechi, ma a tutto campo continueremo a bussare per ottenere finanziamenti, programmeremo interventi mirati perché sia assicurato non solo il quotidiano.
I comuni devono avere entrate forti e certe, che consentano loro di gestire bene la cosa pubblica, che tengano nella giusta considerazione le nuove esigenze derivanti dalla puntuale applicazione delle leggi in materia di attività amministrativa degli enti, di nuove e sempre più onerose competenze assegnate dalla Regione e dallo Stato.
Dobbiamo gestire l’assistenza, le scuole, curare la salute pubblica, l’ambiente, la viabilità interna e rurale, dobbiamo effettuare tutti quegli interventi che senza i necessari trasferimenti statali e regionali andranno a penalizzare persone che vivono nel disagio, che aspettano almeno l’indispensabile: dobbiamo promuovere l’agio dei cittadini. Dobbiamo assumere posizioni forti, chiederemo con insistenza i necessari fondi, sapremo pesare sapientemente la farina nel sacco.
Un bilancio pensato il nostro, che fissa parametri obbligatori, lasciando poca libertà di scelta, puntuale applicazione delle rigide direttive in materia di contabilità generale dello Stato.
Un turismo sostenibile: ecco il nostro sogno premiante, che dovrà riportare Pozzomaggiore in auge, far conoscere la nostra storia di ieri e di oggi, sviluppare le attività produttive, artigianali, di allevamento e commerciali, ecc. Investiremo sulle manifestazioni culturali, religiose e folkloristiche, lo faremo in sinergia con in comitati e le associazioni culturali e insieme agli altri comuni del circondario. La formazione dei nostri giovani, al lavoro, alla vita, alla scuola, al domani, saranno oggetto di attenzione particolare perché essi saranno la futura classe dirigente. Valorizzeremo la lingua sarda e la cultura locale. Cureremo il verde pubblico, l’abitato, i giardini, le piazze. Abbiamo anche le risorse disponibili per fare ciò. Abbatteremo ulteriormente le barriere architettoniche, metteremo in ulteriore sicurezza gli edifici scolastici, gli impianti sportivi.
Abbiamo presentato una miriade di domande di finanziamenti. A breve partiranno lavori pubblici per oltre 2 milioni di euro. La piscina comunale sarà interessata da nuovi interventi, così le linee elettriche. Stiamo distribuendo i fondi del bando Biddas. Metteremo mano agli ingressi del paese, alle infrastrutture di accoglienza turistica. Discreti risultati dal sistema integrato di raccolta e smaltimento dei rifiuti differenziati, bisogna differenziare ancora. Ci impegneremo nella produzione di energia rinnovabile. Per quanto si riferisce all’assistenza sociale, abbiamo dato il via libera al PLUS 2010, strumento di intervento al sistema intercomunale, nei confronti delle categorie disagiate, della popolazione anziana, dei giovani e delle fasce più deboli: siamo alla fase esecutiva. Una nota di merito va, per questo lavoro, all’assessore dott.ssa Pinna e a tutti i suoi collaboratori. Il PLUS, insieme ad altri interventi, ci consentirà di tenere monitorata la povertà delle famiglie e di quanti cercano dignitosamente di andare avanti. Dei malati mentali, dell’infanzia, delle categorie protette, insomma tutto per favorire il benessere delle persone e delle famiglie che si trovano in situazioni di disagio e bisogno. Inizieranno a breve alcuni cantieri comunali a sollievo della disoccupazione. Monte Rughe, come già ho affermato, è una spina nel fianco, non riusciamo a darlo in gestione così come per il mattatoio. Cureremo di migliorare la qualità delle prestazioni a favore dei cittadini da parte degli uffici. Il chiodo fisso resta la strada di Bosa: finalmente il 19 gennaio 2010 il competente assessorato regionale ai Lavori Pubblici ha emesso il decreto che assegna la somma di 380 mila euro alla Provincia di Sassari individuata capofila per lo studio della fattibilità e per la redazione del preliminare avanzato. Una volta dotati di questo elaborato potremo richiedere i finanziamenti per la costruzione della strada; e di questo mi piace dare una nota di merito all’assessore Cazzari. Impingueremo ulteriormente il parco macchine anche con la collaborazione dell’Unione dei Comuni.
Fra breve si darà il via ai lavori per la rete del gas. Sistemeremo la Chiesa di San Costantino, sarà asfaltata la strada di Mura Uppulos da parte della Provincia che a lavori ultimati la restituirà alla nostra competenza. E’ prevista la costruzione di un canale di guardia lungo tutto il perimetro del cimitero. Completeremo finalmente la rete idrica, sistemeremo le strade esterne con i soldi che abbiamo e grazie ai trasferimenti dell’Unione di Comuni, abbelliremo i parchi e i giardini, sempre che azioni vandaliche come quelle accadute due settimane fa non ce le distruggano. Lo sport e tutto ciò che ruota intorno, sarà un nostro obiettivo. Non ultimo la possibilità di dotare il nostro bellissimo campo sportivo di un manto erboso sintetico. Favoriremo la pratica sportiva in tutte le sue discipline. Il Museo del Cavallo sarà ulteriormente dotato e fra breve accoglierà la collezione lasciataci in eredità dal compianto maresciallo Ernesto Pilo e di altre 22 ceramiche donate di recente dall’arch. Pesarin. Abbiamo concluso e sottoscritto la scrittura privata per la donazione modale del Mulino da parte della famiglia Deriu che ringrazio e sarà visibile nei locali posti a piano terra dei locali di Santa Croce. Svilupperemo il commercio, l’artigianato, la collaborazione con le scuole, sottoscrivendo il Patto per la Scuola, sarà ai massimi livelli, come lo saranno l’attenzione ai problemi della chiesa alla sua offerta formativa. Cureremo di tenere sempre buoni rapporti con la Pro-loco e tutte le altre associazioni. Ripartiremo al meglio le esigue risorse del nostro magro bilancio e favoriremo la gestione intercomunale di altri servizi di primaria importanza insieme all’Unione di comuni Mejlogu, di cui, come sapete, sono presidente.
Signori consiglieri, grazie di quanto avete dato fino ad oggi. Vi invito a continuare e a mantenere sempre vivo quell’impegno solennemente assunto all’inizio del nostro mandato; impegno che con la vostra presenza state confermando a me e a tutti i pozzomaggioresi.
Consentitemi di ringraziare per la collaborazione offerta, tutto il personale dipendente, e tutti i cittadini che con critiche osservazioni e apprezzamenti hanno valutato bonariamente il nostro modo di amministrare in questi cinque anni. E ricordiamolo “Nihil difficile volenti“. Grazie a tutti.

Tonino Pischedda,
Sindaco di Pozzomaggiore

Il Patto per la scuola, la scuola che vorremo

1 febbraio 2010

Indiretti protagonisti. Accompagnati dalle nostre insegnanti, abbiamo per la prima volta partecipato ad una riunione straordinaria del Consiglio comunale di Pozzomaggiore durante la quale il sindaco, geom. Tonino Pischedda. e la preside, dott.ssa Patrizia Mercuri, hanno solennemente firmato il “Patto per la scuola”. Ci hanno fatto sedere in quattro file di sedie per il pubblico dove c’erano, oltre alle nostre insegnanti Minzoni e Pais, il secondo collaboratore della Preside maestro Fara e il prof. Piu, frequentatore dei consigli comunali ed ex insegnante della scuola media. C’erano anche due addetti alle riprese televisive e fotografiche.
A parte qualche piccolo disordine iniziale che ha provocato il rimprovero della vice-preside Minzoni, noi siamo stati abbastanza tranquilli ed attenti e crediamo di aver capito l’importanza dell’occasione e del documento preparato col contributo della scuola e del Comune, in particolare dell’assessore ai servizi sociali dott.ssa Giorgia Pinna.
Per primo, dopo aver dichiarato aperta la seduta, ha parlato il Sindaco affermando che «il piano scuola è un obiettivo prioritario per il capitale umano e intellettuale». Ha poi richiamato il contributo dato dai presidi precedenti, Deriu e Scarpa, e il ruolo determinante avuto nella elaborazione del documento dalla dirigente Mercuri. Il capo dell’amministrazione ha concluso la breve introduzione mettendo in evidenza che il piano territoriale costituisce un impegno a favore della scuola, in cui la formazione armoniosa riesca a combinare il sapere col saper fare.
Successivamente ha preso la parola la nostra preside, seduta alla destra del sindaco, la quale, secondo i nostri rapidi appunti, ha messo in rilievo ciò che fa la scuola per «lo sviluppo culturale del territorio decentrato come il nostro» e che l’ente locale supporta l’azione della scuola.
Occorrono comunque collaborazione e interventi comuni di qualità, in un quadro di «priorità di finanziamenti comunali. Costo o investimento? Quanto costa l’ignoranza?». Ha concluso richiamando l’importanza dei progetti in rete delle scuole e, in particolare, il progetto Comenius che vedrà in azione, oltre alla nostra, scuole d’Inghilterra, Spagna, Turchia. Con la realizzazione dei piani, si andrà incontro ad una trasformazione profonda.
A seguire, la dottoressa Pinna, con l’aiuto del computer, ha illustrato chiaramente il “patto per la scuola”, notando che esso costituisce la prima tappa da estendere anche ai comuni vicini e che tende ad unire le forze per affrontare la vita; razionalizzare la spesa; qualificare l’offerta formativa; far interagire scuola e territorio; utilizzare nel miglior modo i servizi dell’ente; concertare le politiche educative; tener presenti le problematiche e i bisogni degli alunni; aprire a dimensioni europee. Ha quindi passato in rassegna specifici progetti relativi ad ambiente e territorio;educazione alla salute; valorizzazione delle risorse del territorio; potenziamento dell’offerta formativa; progetti “Controcaos” e “Le maschere mutevoli “. Ha affidato la conclusione allo slogan: “Non si fa politica a scuola, ma si fa politica per la scuola”.
L’ultima relatrice è stata la prof.ssa Lucia Pais che, per la prima volta nella storia del comune, ha presentato una sintesi del POF, piano dell’offerta formativa dell’istituto comprensivo di Pozzomaggiore. Partendo dallo slogan introduttivo “La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili”, la responsabile del POF ha fatto riferimento ai vari ambiti ricognitivo, progettuale, organizzativo, valutativo e organico, fornendo tra l’altro interessanti cifre: siamo 103 alunni con 5 sezioni e 13 insegnanti nella scuola per l’infanzia; 164 studenti con 11 sezioni e 27 docenti nella primaria; 120 frequentanti in 8 sezioni e con 24 docenti nella secondaria di primo grado. Utilizzando infine dei prospetti fatti col computer, la professoressa ha illustrato dettagliatamente i vari progetti delle tre scuole ,distinti per titoli, coordinatori e collaboratori.
A noi alunni delle prime medie di Pozzomaggiore e rappresentanti di tutti gli alunni dell’istituto, oltre che un pochino anche dei genitori, piace abbastanza che il Comune e la Scuola si mettano d’accordo e lavorino insieme in modo adeguato. Vogliamo che la scuola esca anche all’esterno e che il territorio entri in vari modi nella scuola; vogliamo conoscerci sempre meglio e avere sempre migliori conoscenze; crescere aperti verso gli altri e verso l’altro, buoni cittadini, sani e pieni di speranze; vogliamo impianti e attività sportive, occasioni di divertimento, ma anche di crescita culturale. Speriamo, insieme con le nostre famiglie, che il patto per la scuola contribuisca a raggiungere molti di questi obiettivi. Eventualmente ci organizzeremo per avere le giuste risposte.

Gli alunni e le alunne delle prime medie

Le vacanze formative dei nostri adolescenti

2 gennaio 2010

Il campetto della pastorale giovanile…
Tre giorni in montagna a che fare? Non attrezzati di sci e che con spensieratezza ci tuffiamo giù lungo la discesa piena di neve. Ma in una casa immersa nel verde a 1000 metri di altezza. Bultei, nel cuore della Sardegna, un paese di cui fino ad oggi non avevamo neanche sentito parlare, è stato teatro dei nostri tre giorni vissuti assieme con altri giovanissimi della diocesi.
Un’esperienza che abbiamo voluto vivere per la prima volta e che diciamo subito è stata più che positiva e che senz’altro ricorderemo a lungo.
Ma passiamo subito a raccontare brevemente cosa abbiamo fatto.
Appena arrivati un po’ storditi dal viaggio alcuni animatori ci hanno portato nella nostra camera: molto bella e pulita, d’altronde la struttura era nuovissima. Un po’ di tempo per sistemarci e poi appuntamento nel piano di sotto per la prima lezione.
Suor Ines ci parla di quattro abilità importantissime: forza, resistenza, coordinazione e velocità, insieme alle dimostrazioni pratiche. Poi un po’ di giochi, per fare conoscenza con gli altri ragazzi; cena, animazione notturna, preghiera della sera e a letto. Anche se poi fino alle 4 del mattino ne abbiamocombinato di tutti i colori facendo disperare gli animatori.
La mattina dopo alle 7, il traumatico risveglio; subito le lodi del mattino, colazione e un’altra lezione: i grandi Sì che Maria ha detto al Signore. Pranzo e altra lezione: il mettersi in relazione. Poi la Messa con don Stefano.
Il 29 l’animazione notturna è particolarmente bella: canti, balli e giochi. Poi a letto, e questa volta, distrutti, ci addormentiamo subito.
La mattina dopo, le lodi e un riepilogo delle precedenti lezioni. A mezzogiorno la Messa con il Vescovo e poi l’ultimo pranzo. Infine i saluti.
Tre giorni intensi, vissuti all’insegna dello spirito comunitario e della gioia: fare amicizia con altri è stata la cosa più spontanea, condividere momenti di formazione, preghiera, divertimento la cosa che più ci ha affascinato e preso.
A noi sono rimasti tanti particolari nel cuore, ma forse quello che ci ha riunito tutti è stato l’ambiente familiare ed accogliente della cappella, dove nessuna ha avuto timore di mostrare il vero sé con parole, pensieri e canzoni.
Ritorniamo al paese carichi, ma soprattutto pieni e soddisfatti. Quel senso di vuoto che generalmente ci prende quando siamo in paese senza far niente, non c’è più. Ora siamo ragazzi che hanno imparato ad apprezzare il tempo e a saperlo vivere intensamente e fruttuosamente.
Volete sapere?
Siamo ENTUSIASTI.
I tre giorni vissuti a Bultei devono rimanere impressi nella nostra mente e darci forza perché in paese possiamo cambiare qualcosa.
Vogliamo dire ai nostri coetanei che forse dobbiamo cambiare il nostro modo di trascorrere il tempo perché sia più positivo e costruttivo.
Concludiamo ringraziando padre Quintino per averci spinti a fare questa esperienza stupenda.

Marilisa, Eleonora, Laura, Manuela, Dario, Samuele, Daniele

… e l’incontro del Vescovo con i ragazzi cresimati
Siamo i ragazzi di terza media che il 29 dicembre abbiamo avuto l’opportunità di trascorrere una giornata a Bosa.
Di buon mattino (si fa per dire erano le 9!) siamo partiti accompagnati da tre macchine. Arrivati a destinazione subito la prima sorpresa: una calorosa accoglienza da parte di alcuni seminaristi che tra l’altro ci hanno anche offerto un’abbondante colazione. Poi si sono aggiunti altri ragazzi di Bosa.
Successivamente è arrivato il Vescovo il quale ci ha parlato della sua scelta di diventare sacerdote.
Ha preso poi la parola don Giancarlo continuando il discorso del Vescovo, aiutato dai seminaristi che ci hanno proposto una scenetta con un messaggio ben preciso: quello di non badare tanto a ciò che può dire la gente sulle nostre decisioni, ma di andare avanti decisi.
Infine abbiamo visto e commentato la vita del beato Pier Giorgio Frassati.
Abbiamo concluso con la celebrazione della Santa Messa, presieduta da don Mario, e poi… ragazzi si mangia. Abbiamo consumato il pranzo portatoci da casa.
Il pomeriggio è stato vissuto all’insegna del divertimento con alcuni animatori i quali ci hanno fatto conoscere anche dei giochi a noi sconosciuti.
Concludiamo dicendo che è stata una giornata diversa dalle altre, divertente, piacevole e istruttiva.

I fedales del 1996

Equitazione, sport per tutti

27 dicembre 2009

L’istituto comprensivo di Pozzomaggiore in rete con l’istituto comprensivo di Bonorva e in collaborazione con l’Associazione Ippica Pozzomaggiorese, ha realizzato un progetto di ippoterapia rivolto a 8 bambini disabili dei due comprensori affetti da patologie differenti.
L’ippoterapia, o equitazione a scopo terapeutico, ha origine empiriche antiche perché il cavallo, con le sue straordinarie doti di sensibilità, di adattamento, di intelligenza è ritenuto, da sempre, “straordinaria medicina”. L’ippoterapia agisce grazie all’interazione uomo-cavallo a livello neuro-motorio e a livello neuro-psicologico.
Il progetto denominato “Pegaso” durato circa 6 mesi, ha coinvolto oltre ai bambini con le loro famiglie, l’istruttrice Federica Merella, la neuropsichiatra infantile Silvia Petretto, e numerosi volontari che hanno coadiuvato l’istruttrice nella conduzione del cavallo e nel sostegno dei bambini non autonomi. Inizialmente i bambini hanno avvicinato il cavallo a terra, imparato a prendersene cura e quindi a strigliarlo e accarezzarlo, inducendo così una stimolazione tattile intensa tramite il contatto con un animale di grandi dimensioni, che aiuta la presa di coscienza e la conoscenza di sé e del proprio corpo. Poi i bambini sono montati a cavallo, cioè su un animale grande e potente, che offre sensazioni di protezione, di autostima e fiducia in se stessi che muovendosi alle varie andature con movimenti ritmici e per questo prevedibili, permette di adattarsi con facilità al diverso incedere. I bambini autonomi al termine del corso sono in grado di montare da soli alle diverse andature, seguendo le indicazioni dell’istruttrice, qualcuno ha persino imparato a portare il cavallo all’aperto e riportarlo nella stalla. I bambini che non sono indipendenti hanno imparato a stare dritti sulla sella, e questo li sta aiutando anche nella deambulazione autonoma. Il cavallo, grazie al suo calore, morbidezza, odore, movimenti regolari, rende questi bambini più sereni e tranquilli, qualcuno si rilassa talmente tanto che spesso si addormenta sulla sella… Oltre il lavoro al galoppatoio, l’Associazione Ippica in collaborazione con l’Associazione Amici di Carlo, per stimolare la socializzazione di questi piccoli cavalieri e amazzoni, ha organizzato un laboratorio dove i bambini sono stati protagonisti nella realizzazione di cartelloni, disegni e insegne che hanno coadiuvato il lavoro al maneggio.
Le due associazioni in collaborazione con l’istruttore della scuola di equitazione del galoppatoio comunale di Pozzomaggiore, Franco Aroni, stanno organizzando una piccola esibizione dove, diversamente abili e normodotati insieme, daranno sfoggio delle loro abilità equestri; questo a sottolineare che l’equitazione è sport per tutti, che può essere praticato da chiunque sia che sia autonomo o che abbia bisogno di un ausilio per farlo.
L’Associazione Ippica Pozzomaggiorese, riconosciuta come centro di riabilitazione equestre, intende proseguire con progetti di ippoterapia individuali o in collaborazione con scuole, altre associazioni o enti locali. Per informazioni 3478274928.

Pietro Piu,
Presidente dell’Associazione Ippica Pozzomaggiorese

Calendario delle manifestazioni per le prossime festività

18 dicembre 2009

L’Amministrazione Comunale di Pozzomaggiore, La Proloco e la parrocchia di San Giorgio martire, rendono noto il calendario delle manifestazioni per le prossime festività.

Domenica 20 dicembre 2009 – Ore 18:00
Presso la parrocchia di San Giorgio, Concerto di Natale “3a Rassegna di musica classica”
Barbara Kleewein, violoncello; Alexandre Corongiu, pianoforte

Lunedì 21 dicembre 2009 – Ore 10:30
Centro di Accoglienza Turistica “Casa Sanna”
Progetto Intercomunale “Mirò”: Il nostro presepe

Mercoledì 23 dicembre 2009 – Ore 16:00
Al Centro Sociale, Arriva Babbo Natale! Giochi e caramelle per tutti i bambini

Sabato 26 dicembre 2009 – Ore 18:00
Salone Santa Croce, Concerto di Scuola Civica. Fisarmonica

Domenica 27 dicembre 2009 – Ore 10:30
Salone Santa Croce, Festa della Sacra Famiglia: Tombolata con ricchi premi

Domenica 27 dicembre 2009 – Ore 16:00
Biblioteca comunale. Presentazione del libro di Salvatore Calaresu “Pozzomaggiore… un paese nel pallone”

Lunedì 28 dicembre 2009 – Ore 18:00
Lungo le vie del paese canti itineranti con premiazione dei presepi, a cura del Coro di Pozzomaggiore

Giovedì 31 dicembre 2009
Ore 21:30, Salone Santa Croce: Cenone sociale accompagnati dal gruppo musicale Marimba Y Las Chicas. Panettone e spumante per tutti
Ore 24:00, piazza Santa Croce: grande spettacolo pirotecnico

Domenica 3 gennaio 2010 – Ore 18:00
Salone Santa Croce, Cucciolandia: giochi gonfiabili, toro meccanico e giochi per bimbi. Caramelle e zucchero filato per tutti i partecipanti

Mercoledì 6 gennaio 2010 – Ore 16:00
Piazza Maggiore, “Discesa della Befana”. Tombolata con ricchi premi.

Pozzomaggiore e i suoi presepi

13 dicembre 2009

Ogni anno vari sono i presepi che vengono allestiti a Pozzomaggiore in occasione del Santo Natale: oltre che nella chiesa parrocchiale possiamo ammirarli in piazza Convento, in Santa Croce, in Santa Maria, nell’Ospizio.
Ringrazio veramente di cuore tutti coloro che hanno saputo e voluto dare del loro tempo per mantenere questa bellissima tradizione che ci aiuta a sentire più profondamente il Santo Natale e a gustarne tutta la spiritualità.
Mi piace però mettere in risalto il presepio allestito nella chiesa parrocchiale di san Giorgio, per la sua originalità e il senso artistico.
Il presepio è arte, sentimento, poesia; il presepio è fantasia espressa con grande maestria. Ebbene il presepio in questione è tutto questo.
Le doti artistiche di chi vi ha lavorato appaiono così evidenti a coloro che visitano con attenzione il presepe che li fa rimanere lì attaccati a contemplarne i particolari con grande stupore.
Naturalmente oltre al panorama e alle varie scene di vita familiare e pastorale che riproducono fedelmente il paesaggio e la vita sarda, sono da ammirare i vari personaggi, dalla Madonna a san Giuseppe, dalla massaia al pastore, che con i loro bellissimi costumi sardi delle grandi occasioni si stanno dirigendo verso la Chiesa per celebrare il Santo Natale.
Il tutto si è potuto realizzare grazie al lavoro certosino (ed è stato veramente tanto) e alla maestria di tante persone che voglio ringraziare sentitamente per la loro disponibilità e il loro entusiasmo, nonché per le loro indubbie capacità.
Pertanto invito tutti a visitarlo con attenzione e con tanto sentimento religioso.

Padre Quintino

Una medaglia ben meritata

11 dicembre 2009

Importante riconoscimento per Giuliano Oppes e Ilaria Godani per il loro cortometraggio Sa Promissa che moltissimi di noi hanno avuto il piacere di vedere nel salone di S. Croce alcuni mesi fa. Presentato ad Iglesias al Festival nazionale di cinematografia, si è aggiudicato la medaglia d’argento del Presidente della Repubblica perché ritenuto dalla giuria «miglior film della Sardegna per aver trattato il tradizionale tema della violenza nell’isola in termini nuovi e problematici, rompendo la spirale della faida».
Tutto questo grazie all’attento lavoro di regia di Giuliano ed Ilaria che si stanno già dimostrando esperti ed abili registi, ma anche e lo dobbiamo dire con convinzione, per l’impegno profuso dai protagonisti tutti, fra cui spicca il “piccolo” Marco Madeddu che ha messo in luce particolari doti di attore per la sua encomiabile recitazione, sapendo con naturalezza immedesimarsi nel personaggio e nel ruolo affidatogli.
Noi tutti esprimiamo, tramite il nostro giornalino Comunità, ai registi Giuliano ed Ilaria i nostri auguri più affettuosi perché possano, in un prossimo futuro, realizzare opere impegnative degne di ben altri prestigiosi riconoscimenti. E al “piccolo” Marco l’augurio che possa avere ancora l’opportunità di far valere il suo talento.

Utili informazioni ai cittadini

11 dicembre 2009

Il Sindacato dei pensionati S.P.I.-C.G.I.L., in collaborazione con il patronato I.N.C.A.-C.G.I.L., garantisce, sia in fase amministrativa che giudiziaria, la propria consulenza e tutela gratuita ai lavoratori, ai pensionati e agli altri cittadini affinché facciano valere i loro diritti in materia previdenziale, assistenziale e pensionistica, ad esempio, per:
pensioni a carico INPS, INPDAP ed altri Enti; pensione a carico di Stati esteri; ricostituzioni e supplementi di pensione; pensione e assegni sociali; pensione e indennità per invalidi e ciechi civili; indennizzo di infortuni e malattie professionali; riconoscimento infermità da causa di servizio; prestazione per malattia o per handicap; prestazione per maternità e paternità; assegni al nucleo familiare e trattamento di famiglia; indennità di disoccupazione e mobilità; recupero e regolarizzazioni contributive; riscatti, ricongiunzioni e versamenti volontari.
Il patronato I.N.C.A.-C.G.I.L. dispone di strumenti informatici per il calcolo dell’importo della pensione e avendo l’accesso agli archivi degli istituti previdenziali, può effettuare la verifica e la stampa degli estratti contributivi.
Il patronato assicura la presenza di un suo funzionario presso la sede S.P.I.-C.G.I.L. di Pozzomaggiore in via Grande n. 96 (tel. 079 802005 – Cell. 348 3993291) ogni mercoledì dalle ore 10:00 alle ore 13:00 (salvo cambiamenti comunicati in anticipo).
Ringrazio la redazione di “Comunità” per l’ospitalità, e auguro a tutti buone feste e felice anno nuovo.

Paolo Podda,
responsabile dello sportello S.P.I.-C.G.I.L. di Pozzomaggiore

Una bella gara di solidarietà

11 dicembre 2009

La lega del Filo d’Oro ha inviato in questi giorni lettere di ringraziamento a quanti hanno collaborato per la riuscita della manifestazione, e anche se con notevole ritardo, è con grande gioia e immensa gratitudine che sentiamo il dovere morale di ringraziare Carlo Piu, per aver ridato speranza ad una Comunità diventata oramai apatica a molte iniziative.
Il 21 Agosto, sotto la luce riflessa delle stelle che brillavano in modo particolare, si è svolta la serata di beneficenza a favore della Lega Filo D’Oro che da anni si occupa di bambini sordo-ciechi.
Scenario della serata, il sagrato di S. Pietro gremito di persone sorridenti che da tanto non si incontravano festosamente. Nel paese si respirava aria di festa, la piazza Maggiore era silenziosa e i Bar chiusi prima del solito come espressione di solidarietà.
I diversi esercizi commerciali hanno offerto i propri prodotti e diversi volontari hanno aiutato ad organizzare la manifestazione.
Nel palco si sono esibiti gruppi locali, bambini e ragazzi e gli spettatori applaudivano con partecipazione. Il momento più significativo è stato quando Sonia, armata di grande commozione è salita sul palco per illustrare l’operato della Lega del Filo D’Oro e ha reso noi pozzomaggioresi partecipi della malattia di Carlo. Attorno silenzio e lacrime… tagliate dall’applauso scoppiato alla fine del discorso.
Vero protagonista della serata era Carlo che fiero andava su e giù per il sagrato con il suo triciclo colorato. A Carlo, ai suoi splendidi genitori e ad Emma, Pozzomaggiore vuole dire grazie per aver riscaldato con il loro coraggio la sensibilità, la speranza e la solidarietà di un’intera comunità.

Giorgia Pinna